INTRODUZIONE AL CONCETTO DI COOPERATIVA

La cooperativa è una società (cioè un’impresa formata da più persone) caratterizzata dallo scopo mutualistico; (art. 2511 del codice civile: le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico).

Per poter costituire legalmente una società cooperativa è necessario che vi siano almeno tre soci. Qualora la cooperativa sia formata da un numero di soci compreso fra tre a otto soci è obbligatorio che siano persone fisiche e che la società adotti le norme della società a responsabilità limitata. Per un numero di soci superiore a nove non sussiste tale vincolo.

Il principale vantaggio insito nel concetto di cooperativa è che il partecipante a una società cooperativa (soci) realizza rapporti di scambio (con la cooperativa) a condizioni più vantaggiose di quelle praticate sul mercato.

La natura di questo rapporto di scambio caratterizza i diversi tipi di cooperative nel loro modo di operare e anche nella loro struttura.

A seconda del tipo di rapporto mutualistico che intercorre tra la cooperativa e il socio, si individuano tre tipologie di cooperative in particolare:

  • COOPERATIVE DI UTENZA - Svolgono la loro attività in favore dei soci, consumatori o utenti, di beni e servizi.
  • COOPERATIVE DI LAVORO - Si tratta di cooperative in cui il “ socio lavoratore “ presta la propria opera per il raggiungimento dello scopo sociale.
  • COOPERATIVE DI SUPPORTO - Si avvalgono nello svolgimento delle loro attività, degli apporti di beni e servizi da parte dei soci.

Le cooperative normalmente vengono suddivise in categorie in base all’attività svolta e in particolare :

Cooperative di consumo:
Si costituiscono con lo scopo di fornire ai soci-consumatori beni, sia di consumo che durevoli, a prezzi inferiori a quelli correnti di mercato. Per raggiungere questo obiettivo gestiscono direttamente punti vendita ai quali possono accedere i soci, e, previo rilascio dell’apposita licenza di vendita, anche i non soci.

Cooperative di produzione e lavoro:
Queste cooperative nascono per consentire ai soci di usufruire di condizioni di lavoro migliori, sia in termini qualitativi che economici rispetto a quelli disponibili sul mercato del lavoro. Queste cooperative svolgono la propria attività sia nella produzione diretta dei beni che nella fornitura dei servizi.

Cooperative agricole:
Sono costituite da coltivatori e svolgono sia attività diretta di conduzione agricola, sia attività di commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli conferiti dai soci.

Cooperative edilizie:
Si costituiscono per rispondere all’esigenze primaria di un’abitazione delle persone, costruendo complessi edilizi che vengono poi assegnati ai soci in proprietà se la cooperativa è a “proprietà divisa” o in diritto di godimento se la cooperativa è a “proprietà indivisa”.

Cooperative di trasporto:
Associano singoli trasportatori iscritti all’Albo, garantiscono loro servizi logistici, amministrativi, di acquisizione delle commesse, o gestiscono in proprio i servizi di trasporto a mezzo di soci-lavoratori.

Cooperative della pesca:
Sono costituite da soci pescatori e svolgono attività con un impegno diretto dei soci o attività di servizio ai propri associati, quali l’acquisto di materiale di consumo o di beni durevoli, o la commercializzazione dei prodotti ittici, o la loro trasformazione.

Cooperative di dettaglianti:
Sono costituite da soci imprenditori che svolgono attività nel settore del commercio ai quali garantiscono servizi di acquisti collettivi, amministrativi, finanziari.

Cooperative sociali:
Sono cooperative regolamentate dalla legge 381 del 1981 e hanno come scopo quello di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini.

Nelle cooperative di qualunque categoria la figura dominante è il socio, poiché l’obiettivo principale dell’attività della cooperativa è il soddisfacimento delle esigenze di quest’ultimo qualunque sia la categoria di cooperativa.
Nel caso di cooperativa edilizia il fine ultimo è la costruzione di abitazioni a prezzo equo.
LE TIPOLOGIE DI COOPERATIVE EDILIZIE

In questo paragrafo si coglie l’occasione per fare il punto sui benefici fiscali riconosciuti alle cooperative edilizie di abitazione che, tra i vari tipi di cooperative, rivestono rilievo primario.
L’esigenza di chiarezza nell’individuare le agevolazioni che spettano alle Cooperative edili nasce da un sistema normativo disomogeneo che disciplina un settore, quale quello della casa, che è sempre al centro delle politiche sociali di ogni Governo e che per questo risente di continui interventi legislativi.
Numerosi sono i problemi interpretativi che questa normativa speciale comporta, sia a causa della sua frammentarietà e sia a causa delle diverse tipologie di cooperative edilizie che essa comprende.
Le Cooperative edili nascono con lo scopo di costruire alloggi da destinare ad abitazione dei propri soci.
Esse possono essere costituite sotto quattro forme:
1. cooperative a proprietà indivisa, aventi come oggetto sociale l’ acquisto o la costruzione di case destinate a restare di proprietà della cooperativa e a essere assegnate ai soci in godimento o in uso. La Cooperativa dopo l’acquisto e l’edificazione delle case resta proprietaria di esse e ne cura la gestione e la manutenzione. I soci assegnatari delle case pagano i costi della gestione e della manutenzione e un canone quale corrispettivo del godimento;

2. cooperative a proprietà individuale o divisa, aventi a oggetto l’ assegnazione in proprietà di un alloggio ai soci. La Cooperativa procede alla realizzazione degli immobili per civile abitazione non destinati a entrare a far parte delle immobilizzazioni della cooperativa stessa, ma che troveranno rilevazione in bilancio tra le rimanenze. I soci contribuiscono al finanziamento della costruzione dell’abitazione di cui diverranno, poi, assegnatari in proprietà;

3. cooperative a contributo erariale, sono quelle che fruiscono di contributi pubblici (cooperative sovvenzionate). Possono costituirsi solo tra determinate categorie di dipendenti statali; sono assistite da determinati contributi dello Stato; possono costruire e assegnare ai propri soci solo alloggi provvisti di certe caratteristiche costruttive; sono vincolate alle disposizioni normative di cui al testo unico dell’edilizia economica popolare. Il socio di cooperativa a contributo erariale non è titolare di un diritto soggettivo, ma di un interesse legittimo la cui tutela è affidata al giudice amministrativo;

4. cooperative libere , sono quelle che non fruiscono del contributo statale o di altro intervento pubblico. Provvedono a finanziarsi mediante prestiti dei soci e mutui ipotecari concessi dagli istituti di credito. Queste cooperative sono costituite essenzialmente sullo schema dettato dal codice civile per le società cooperative in generale, a meno che nello statuto stesso non si faccia un rinvio alle disposizioni del Testo Unico dell’edilizia popolare ed economica.

Favorire il diritto ad avere una casa per categorie di soggetti che versano in condizioni economiche deboli attraverso lo sviluppo della mutualità cooperativa è stato da sempre al centro delle scelte politiche del Parlamento.

Le numerosissime leggi speciali che disciplinano la materia ne sono la testimonianza. Le agevolazioni in materia di Iva per le cooperative edili, oggi, però trovano un limite esterno dato da un contesto più ampio quale è quello dell’Unione europea nel quale l’Italia è inserita e al quale si trova a doverne dare conto. Sempre più frequentemente l’Unione europea avvia procedure di infrazione nel caso in cui ci siano delle agevolazioni per il pagamento delle imposte operate a favore di alcune categorie, oppure ci siano delle rinunce operate in modo generale e indiscriminato all’ accertamento e/o alla riscossione di tutto o parte del1’imposta dovuta.
Si pensi alla recente sentenza della Corte di giustizia europea (causa C-132/06) con la quale è stato ritenuto illegittimo il condono ai fini Iva.

Ai fini della verifica dei requisiti di cui di cui al1’articolo 14 del Dpr 29 settembre 1973, n. 601, si ricorda che, secondo consolidata giurisprudenza, l’Amministrazione finanziaria può accertare direttamente la mancanza dei requisiti per l’ applicabilità dei benefici fiscali concessi alle cooperative edilizie, non essendo al riguardo necessario l’intervento del ministero del Lavoro.

Il citato dicastero, infatti in base all’articolo 26, comma 4, Dlcps 14 dicembre 1947, n° 1577 ha il solo compito di verificare l’esistenza, nello statuto sociale, delle clausole stabilite dalla legge perché una cooperativa possieda i caratteri di mutualità, e non anche quello di riscontrare la conformità dell’attività svolta al contenuto di dette clausole.

In tema di cooperative edilizie si pone spesso la questione dell’individuazione del giudice cui rivolgersi in caso di controversie. Orbene la giurisprudenza ha chiarito che in presenza di cooperative edilizie, anche fruenti del contributo erariale, il riparto della giurisdizione deve ritenersi fondato sulle comuni regole correlate alla posizione soggettiva prospettata nel giudizio e ciò alla luce sia del nuovo assetto normativo, di progressiva privatizzazione che assegna alla cooperativa un ruolo diverso di soggetto al quale sono riservati spazi agevolati in favore dei cittadini per l’acquisto della prima casa, sia del superamento del criterio di delimitazione della giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario basato sul principio della ripartizione della materia.

Tenendo quindi distinta la fase pubblicistica da quella di natura privatistica nella quale la posizione de1l’assegnatario assume natura di diritto soggettivo, in forza della diretta rilevanza della regolamentazione del rapporto tra ente e assegnatario, sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie attinenti a pretesi vizi di legittimità dei provvedimenti emessi nella prima fase, mentre sono riconducibili alla giurisdizione ordinaria le controversie in cui siano in discussione cause sopravvenute di estinzione o di risoluzione del rapporto, quale è quella in cui si discuta del diritto di credito vantato dal socio receduto dalla cooperativa edilizia, non dovendosi in tal caso sindacare l’esercizio di un potere pubblico.

Liberamente tratto da: Edilizia e Territorio n° 44 del 2009” e altre fonti